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TORNANO I

CONCERTI SCALIGERI

al Castello Scaligero di Montorio 14 e 21 luglio


Due serate entusiasmanti con la musica del Salento degli Uaragniaun

e il blues di New Orleans di Andy J Forest


 

 


 (RI)svegli

 

 Gli studenti dell'Accademia di Belle Arti e del LAMS

con il patrocinio del Comune di Verona

sabato 23 marzo 2013 ore 18

sabato 6 aprile 2013 ore 18

sabato 20 aprile 2013 ore 18

Il Lams, oltre che scuola di musica, sempre di più vuole farsi punto di incontro tra le diverse energie creative che animano la nostra città. (Ri)svegli segna l'incontro tra giovani che nel contempo stanno formandosi artisticamente e iniziano a produrre "arte", realizzando nel corso di tre appuntamenti lo scambio tra gli studenti dell'Accademia di Belle Arti di Verona e alcuni giovani musicisti/musicanti, in gran parte frequentanti i corsi del LAMS.

(Ri)svegli vuole essere il più possibile uno spazio autogestito, in cui si possano liberamente sperimentare forme e modalità espressive, e si ripropone di creare nella contemporaneità scambio di idee e esperienze fra ambiti espressivi che nel nostro paese troppo spesso percorrono sentieri separati.

Un ringraziamento va dunque espresso a questi giovani che hanno accettato di mettersi in gioco e all'Accademia di Belle Arti, nonché ai docenti coinvolti, che hanno creduto in questo tentativo di creazione di una rete orizzontale e informale di scambio.


sabato 20 APRILE



Scuola di Decorazione (docente: Riccardo Cecchini) e Scuola di Scultura (docente:  Mario Vassanelli)
Espongono: Desi Capelli, Alessandra Dagostin, Federica Faccin, Serena Ghidoni, Elena Grigoli, Silvia Masotto, Jane Muraglia, Christian Nessen, Aurora Olivati, Chiara Pasini, Mirko Pavoni, Margherita Maria Perini, Luca Pojer,  Camilla Prosser, Massimo Reniero, Elisa Rossin, Tania Rossin, Lisa Toso, Noemi Zanini

 

FORMA E ORNAMENTO

LAMS JAZZ COMBO

Tommaso Pollini e Lorenzo Sfragara sax

Elia Pimazzoni contrabbasso

Federico Ceriani pianoforte

sabato 6 APRILE

Scuola di Pittura (docenti: Daniele Nalin, Davide Antolini)
Espongono: Maurizio Capone, Nano Castela, Eddy Corvaglia, Nicol Guerra, Francesca Marta, Michela Meneguzzi, Monica Moserle, Ingeborg Van der Gang, Alex Von Pentz.


 

Ai Med Acca

Ensemble LamsJazz: Maria Luisa Tosto (voce), Andrea Carosi e Andrea Gareffa (pianoforte), Stefano Mancuso (chitarra), Elia Pimazzoni (contrabbasso), Glauco Labruna (batteria)

sabato 23 MARZO

 

Design Open & Childrens Of Askalona

 

a

Scuola di Progettazione Artistica

per l’Impresa

docenti

Sotirios Papadopoulos, Gianmaria Colognese


Espongono dal 23 marzo al 5 aprile:

Sara Zuddas, Tanya Zenegaglia, Rose Turra, Enrico Guidi, Zeno Cutino, Luca Baldo, Giulia Girardello, Federica Amadori, Martina Sisonna, Enrica Mioni, Omar Pizzoli, Matteo Baronio, Nicola Berto, Chiara de Rizzo, Rosalba Marchi 


 

Provenienti da esperienze musicali diverse tutte confluenti in un magma ribollente di creatività e stile, i Children of Askalona nascono nel 2013 a Verona, fermamente convinti che la vera forza non sia riposta in un genere, ma nello spirito che la anima. Costante ricerca di nuove sonorità coniugata al vissuto e  partecipato impegno per la musica spingono questi otto ragazzi alla formazione di una meltin’ pot di elementi originali che ne fa per questo una insolita ensemble…

Avvalendosi di una irrompente sezione fiati, comprendente due ottoni e due legni, accompagnata dai  rocamboleschi  virtuosismi  di  tastiere e  basso  elettrico,  il  tutto  immerso  nelle  incalzanti atmosfere ritmiche di percussioni e batteria, i Children fondono noti brani dal sapore  jazzistico con la più frenata componente personalistica.

Argonauti per vocazione e musicisti per caso: Andrea Andreoli (trombone), Pietro Corsi (trumpet), Fabrizio Perrella (Ts), Tommaso Pollini (As), Camillo Dal Forno (Keyboards), Caio Agapito Ceravolo (electric bass), Andrea Siciliano (Drum), Davide Pavan (percussion), sono i Children of Askalona.   

 

 

 

 

 

 

 

 

 


scarica il MODULO DI ISCRIZIONE

   

Regolamento 2013

"Bande Sonore" si propone di fornire ai giovani musicisti la possibiltà di esibirsi in pubblico, e di creare per loro un momento in cui misurarsi. Il carattere di competizione è volutamente in secondo piano rispetto alla finalità di realizzare un momento di incontro sereno e divertente per tutti. Il fatto che tre delle quattro giurie siano composte dal pubblico corrisponde alla volontà di stimolare i partecipanti a trovare delle strategie di auto-promozione per coinvolgere i propri sostenitori venendo a votare al concerto e sul sito web.

Il concorso è aperto a gruppi di non professionisti e a singoli cantanti-musicisti (per esempio one man band) ad esclusione di cantanti con basi registrate, che abbiano presentato il modulo di iscrizione prima del raggiungimento del numero massimo accoglibile. Gli organizzatori si riservano il diritto di non ammettere coloro presentino brani che offendano i comuni e condivisi principi civili (riferimenti razzisti, violenti, esplicitamente politici, ecc.).

Vengono individuate due fasce : Over e Under 22 anni (calcolando l'età media dei componenti di ciascun gruppo).

SVOLGIMENTO Ogni sera, nel corso dei concerti preliminari si esibiscono diverse band (il numero può variare per necessità organizzative). L'esibizione di ciascun partecipante non potrà superare i 30 minuti complessivi, comprese le pause tra i diversi brani, pena sanzioni di punteggio o l'esclusione dalla competizione).

Ciascun partecipante dovrà segnalare all'organizzazione il brano (titolo, autore, durata) che sarà oggetto di riprese video e diventerà il brano in concorso e la liberatoria per le riprese video e la messa in rete web.

Non vi sono preclusioni per generi musicali.

Valutazioni: esistono quattro elementi che concorrono alla formulazione del punteggio che determina la classifica e designa i vincitori:

1- numero dei voti espressi dal pubblico presente in sala (votazione con schede durante il concerto).

2- numero dei voti espressi sulla pagina web di Bande Sonore contenuta nel sito www.lams.it in relazione al video dei partecipanti.

3- conteggio degli apprezzamenti (“mi piace”) su Facebook.

4- giuria di esperti (basata sul video, nominata dal LAMS e composta da giornalisti e musicisti professionisti); tale giuria si riunisce una sola volta ed esaminerà tutti i video in un’unica sessione per formulare la propria graduatoria di merito.

Le 4 giurie hanno lo stesso peso nella determinazione dei risultati della valutazione. Ognuna delle quattro giurie determina una classifica. La media delle quattro classifiche determina la classifica generale che designa i primi 6 vincitori (3 per categoria Under 22 e 3 per categoria Over 22).

La giuria di esperti, a sua volta, assegnerà 2 ulteriori premi speciali (premi della critica).

PREMIO FINALE: Le 8 migliori band verranno invitate a partecipare al concerto finale nel corso del quale avverrà una registrazione live professionale per registrare il brano vincitore del concorso.

Gli otto brani complessivi verranno stampati su compact disc, nella Compilation Bande Sonore 2013 ed alcune copie verranno consegnate ai vincitori in seguito alla premiazione ufficiale.

26 APRILE 2013

In The Classic Mood

Matteo Bovo, violino - Alessandro Beverari, clarinetto
Maddalena Giacopuzzi e Jacopo Giacopuzzi, pianoforte

PROGRAMMA

Fritz Kreisler Preludio e Allegro (vl pf) 

R. Schumann Intermezzo e Finale dal Carnevale di Vienna (pf)

Carl Maria  Weber: Gran Duo Concertante (cl pf)

Jules Massenet: Meditation da Thais (vl pf)

Darius Milhaud Suite (vl cl pf)

Nikolaj Kapustin Variazioni (pf)

Non proprio “nuovo”, ma pur sempre un esperimento questo: portare musica cosiddetta “classica” all’interno di una rassegna che ha sino ad ora ospitato musica jazz, alternative, popolare. Un esperimento che vuole provare a saggiare la curiosità, ma anche la  maturità del pubblico veronese, che viene invitato ad una sera di particolare pregio e buon gusto in una location che non è una usuale sala da concerto. Presentiamo quattro giovani musicisti, che non è assolutamente esagerato definire “talenti”.

 

 

 

Maddalena Giacopuzzi (pianista e docente al LAMS) e il fratello Jacopo Giacopuzzi (anch’egli pianista), il violinista Matteo Bovo e il clarinettista Alessandro Beverari.

Notevoli i riconoscimenti che ciascuno di loro ha già ottenuto e particolarmente fresco il programma che hanno scelto per la serata, quasi tutto incentrato su autori di fine Ottocento e del Novecento, all’interno del quale si alterneranno in formazioni miste, dal piano solo, al violino alternato al clarinetto e pianoforte, e in trio violino, clarinetto e pianoforte. Un programma vivace e vario, lontano da accademicismi e percorsi usuali, che in qualche caso strizza l‘occhio anche al jazz (con le variazioni in stile gershiniano dell’ucraino Nikolaj Kapustin).

19 APRILE 2013

All Together Now! Spazio Jam

STUDENTI DEI CORSI JAZZ DEL LAMS E DEL CONSERVATORIO, un progetto che si prefigge di creare per chi studia o pratica il Jazz un'occasione di incontro e un palcoscenico libero sul quale esibirsi.
Spazio Jam vuole dunque essere un invito sia per i musicisti a ritrovarsi nel nome dell'improvvisazione, che per il pubblico, che potrà tornare a gustare l'imprevedibilità delle situazioni che si creano sul palco.

 

 

 


12 APRILE 2013

TRIO BOLERO in

DA LUNA LUNERA A AMADO MIO

Giuliana Bergamaschi, voce
    Paola Zannoni, violoncello - Enrico Breanza, chitarra

 I boleri più belli della storia, come Luna Lunera, Regalame Hesta Noche, Besame Mucho, Historia de un Amor .... l'atmosfera è intensa, passionale e misteriosa, portando lo spettatore in una dimensione piena di profumi e sentimenti.

"Il bolero è una forma musicale nata inizialmente come danza in Spagna, e in seguito diffusasi come canzone, anche di grande successo commerciale, in Messico, a Cuba, in tutto il mondo latino-americano e a livello mondiale.
Giuliana Bergamaschi, «anima» del progetto, già in passato aveva «infiltrato» qualche bolero all'interno di suoi repertori (per esempio la bellissima Verde luna resa famosa da Rita Hayworth nel film Sangue e arena). Una passione collegata anche a quella per certa canzone «esotica», di suggestione centro-americana, in auge nel nostro paese negli anni Cinquanta e Sessanta del cha-cha-cha e del calypso, del mambo e della rumba.
Il bolero è espressione canora tipica della passione amorosa. Spesso le sue strofe equivalgono a una vera confessione." (B.M. L'Arena 15.03.2013)

Giuliana Bergamaschi è una delle più belle, nitide e forti voci emerse negli ultimi anni sulla scena veronese, ma non solo. Si è fatta conoscere ed apprezzare a livello nazionale come cantante dell’ensemble Ratatuja, che con la sua musica popolare d’avanguardia è stato tra i vincitori, nel 1997, di “Arezzo Wave”, la più importante rassegna italiana riservata alle nuove tendenze.Da allora un succedersi sterminato di progetti, collaborazioni e riconoscimenti  nazionali e anche internazionali, come quello della rivista SingOut!, vol 52#3 - USA-Autunno 2008, che così l'ha definita: "Menzione particolare merita la cantante Giuliana Bergamaschi, che ha una voce eccezionale, dolce nei momenti giusti, l'deale front-band."E' docente di canto al LAMS.

 

 


Paola Zannoni è diplomata in violoncello, flauto dolce e in jazz. Si è dedicata per molti anni alla musica antica suonando il flauto dolce e il violoncello per poi affrontare lo studio del jazz e dell’improvvisazione sul violoncello.
Ha affiancato all’esperienza strumentale quella didattica, lavorando a diversi progetti. Come strumentista è attiva in varie formazioni  dal quartetto d’archi  Les Quartettes,  a  diversi trii   come Bolero Trio - voce, cello e chitarra, Melos trio -violoncello, percussioni e pianoforte-  Righi Ensemble – musiche popolari per voce, violoncello e chitarra, Portrait in Three Colours - violoncello, trombone chitarra. E' docente di violoncello al LAMS.

Enrico Breanza, chitarrista raffinato e sensibile ha una dapprima di stampo jazzistico ma, con l'inizio degli anni '90, cresce il suo interesse nei confronti delle musiche etniche e delle contaminazioni tra generi musicali diversi.
L'incontro con il fiatista veronese Marco Pasetto dà vita al progetto “Wood”. Con questo gruppo, attivo da più di quindici anni, ha dato alle stampe dodici lavori discografici. Negli ultimi anni si è fatto promotore di nuove formazioni (“Open” e “Bushido”), sempre all'insegna della ricerca e della composizione istantanea. In parallelo a queste attività musicali di gruppo ha portato avanti l'attività solistica come chitarrista, improvvisatore, performer e compositore. In diverse occasioni ha lavorato con cantanti in spettacoli nel Nord Italia (Elena Bertuzzi, Silvia Testoni, Giuliana Bergamaschi, Claudia Bidoli).

5 APRILE 2013

CAIXA DE MUSICA


Il nuovo trio elettro-acustico veronese propone grandi classici della canzone rivisitati in chiave seriosa, spaziando tra bossa, swing, latin, gypsy, jazz, folk, blues, lounge, cool e tutto ciò che suona bene.

 Composto da Giulia Segala (voce, ovetto, kazoo e ricercatrice etnomusicologica), Michele Lonardi (Sax tenore/contralto, Djambé, coretti, campanelle e motore di ricerca musicale di nicchia), Stefano Mancuso (chitarra folk, coretti, grancassa invisibile e addetto a booking & public-relation), il gruppo Caixa de Música, sotto la guida spirituale di una loop-station, suona brani di artisti come James Brown, Sonny Bono, Carlos Jobim, Joni Mitchell e the Beatles, ricercando nuove e più interessanti interpretazioni.

GIULIA SEGALA: studentessa di canto, educazione della voce, ear-training, da 6 anni vive la sua passione e dedizione infinita verso il canto, arte ed espressione di comunicazione unica. Affascinata dalle grandi voci del jazz passato, intraprende lo studio degli standard, raggiungendo nuove ed interessanti interpretazioni.

MICHELE LONARDI: polistrumentista Veronese, ex studente di sax in Conservatorio, di percussioni al liceo e autodidatta di chitarra, da anni si impegna all'interno di band legate alla musica alternativa ed indipendente, dal cool-rock all'hard-jazz. Fiero amante della musica di nicchia, la sua arte è volta alla ricerca di nuove sonorità.
STEFANO MANCUSO: chitarrista classico di formazione, rock per vocazione e blues per attiutudine, dopo la laurea presso il Conservatorio si lancia nel jazz e da qualche anno frequenta varie band e locali dove la musica è più viva ed in contatto con il pubblico. Insegnante di chitarra classica e moderna presso il LAMS-Verona, dedica la sua vita alla musica facendone una professione.

 

 

 

22 MARZO 2013

MILK

Contemporary Jazz Trio


ROBERTO PASCUCCI - Double Bass
GABRIELE PETETTI - Piano
RICKY TURCO - Drums

Lo stile milk. è un jazz dalle molte sfaccettature, venato di pop ma con rimandi anche a rock ed elettronica e con sonorità che “mixano” suggestioni nordeuropeee alla melodia italiana, passando poliedricamente attraverso ritmiche drum’n’bass, languori cinematici, clangori metal.

Il trio ha avuto lusinghiere recensioni anche da testate come All About Jazz ed ha partecipato a Festival e Rassegne fra le quali Ostia Classic-Roma Capitale

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15 MARZO 2013

 Stefano Benini, flauto - Andrea Pimazzoni, sax - Rudy Speri, chitarra

La scuola di Musica del LAMS sfodera dalla sua schiera di insegnanti altri Tre Moschettieri, sollecitati a creare un progetto sull'accostamento timbrico abbastanza inusuale tra due strumenti melodici, il sax e il flauto traverso, e la ritmica della chitarra. Come descritto dal titolo assisteremo ad un vasto excursus dallo swing alla bossanova, ma non mancheranno incursioni nel bop e nel jazz modale.

Rudy Speri è chitarrista jazz che da sempre alterna l'attività concertistica con quella didattica. Ha vissuto a Milano dove ha studiato chitarra, armonia e arrangiamento jazz sotto la guida del Maestro Daccò. Ha seguito i seminari di Pat Metheny, Barry Harris, John Scofield, Jim Hall, Joe Diorio; Bobby Watson, Paolo Fresu, Enrico Rava.
Ha studiato con Gigi Cifarelli, Sandro Gibellini, Luciano Zadro e Robert Bonisolo.
E' autore di numerosi arrangiamenti per big band.
Ha collaborato con: Gianni Basso, Franco Cerri, Gianni Coscia, Carlo Atti, Luigi Grasso, Emilio Soana, Stefano Senni, Danilo Memoli, Robert Bonisolo, Francesco Bearzatti, Oscar Zenari, Sandro Gibellini, Beppe Zorzella, Enrico Terragnoli, Francesca Bertazzo, Max Chiarella, Matteo Turella, Ennio Righetti, Luca Pisani, Oreste Soldano, Gianni Sabbioni.

 

 


Stefano Benini si è diplomato in flauto al Conservatorio di Torino. Dopo il diploma si è dedicato alla musica jazz e allo studio del flauto al di fuori dei canoni classici. Ha partecipato a numerosi festivals e rassegne suonando con alcuni dei più prestigiosi nomi del jazz straniero e italiano come: Sam Most, Lee Konitz, Lawrence"Butch"Morris, Ruud Brink, J.A.Deane, Zeena Parkins, Myra Melford, Bill Horvitz, Nin Le Quan, Larry Nocella, Peter Guidi, Nicola Stilo, Gianni Basso, Paolo Birro, Bruno Marini, Marco Castelli, Gianantonio DeVincenzo, Andrea Pozza, Pietro Tonolo, Gianni Cazzola, Piero Leveratto, Marco Tamburini, Silvia Donati, Massimo De Mattia, Marcello Tonolo, Gianni Coscia, Antonello Salis, Daniele Di Bonaventura, Garrison Fewell, Nino De Rose, Duilio Del Prete, ... e molti altri. Ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti, tra i quali TOP JAZZ 2010: Miglior flautista jazz per l'anno 2010 e JAZZIT AWARD 2010 (categoria "flauto jazz"): Primo posto nella  prestigiosa classifica e ottavo posto nella categoria "Produzioni"per il libro “il Flauto jazz” (ed. Curci). Ha all'attivo una vasta discografia e numerose pubblicazioni.
Andrea Pimazzoni Iniziato al Jazz da Robert Bonisolo, Paolo Birro e Francesco Bearzatti, si diploma prima nell'indirizzo classico e poi in quello jazz al Conservatorio di Trento (con Roberto Cipelli) con il massimo dei voti. Ha frequentato numerosi corsi, tra i quali i Seminari Internazionali di Siena Jazz frequentando i corsi con Enrico Rava , Franco d’Andrea , Bruno Tommaso. Nel Marzo 2008 gli viene assegnato il premio “Zorzella” al Teatro Camploy di Verona e si classifica per le finali del premio nazionale “Chicco Bettinardi “ promosso dal Piacenza Jazz Club.
Giovane musicista, è una delle promesse del Jazz Italiano.

 Al trio si uniscono come ospiti: Beppe Zorzella (flicorno), Nicola Monti (contrabbasso), Alberto Chiozzi (batteria) e James Dunning (studente di flauto).

 8 MARZO 2013 - LEI CANTA IL JAZZ

Un inedito trio, che riscopre brani resi celebri dalle più significative voci femminili della tradizione jazz, come Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan, Anita O'Day, Annie Ross, Gal Costa, va in scena l'8 marzo al Carro Armato, in Vicolo Gatto (vicino a Sottoriva) all'interno della rassegna Down Town - Risvegli Musicali. Per la prima volta sono riuniti insieme la cantante Debora Farina, il pianista Andrea Sorgini e il contrabbassista Luca Pisani, tutti e tre docenti del Centro di Formazione Musicale del LAMS.

 

 

Anche la proposta di questa serata, intitolata "Lei canta il Jazz", e che spazia dallo standard jazz alla bossa nova e al vocalese, è a suo modo un inedito, con un programma appositamente commissionato per l'occasione, nell'intento di creare un'esperienza creativa tra tre musicisti di riconosciuto spessore, che mai hanno sino ad oggi lavorato insieme.

Debora Farina, che inizia il suo percorso artistico nell'ambito della musica black-funky alla fine degli anni Novanta, ha una formazione di studi solidissima grazie alla frequentazione di seminari e masterclass con i più importanti docenti e musicisti internazionali, cui si aggiunge la laurea in musica jazz conseguita presso il Conservatorio di Verona. Libera da stereotipi di confine, oltre che nel jazz è impegnata artisticamente in formazioni rock-pop (tra tutte con i Big One - European Pink Floyd Show) e ha all'attivo una nutrita discografia.

 

Pianista jazz d'eccellenza è Andrea Sorgini, compositore, arrangiatore e musicista di rara sensibilità. Laureato in Jazz con Paolo Birro al Conservatorio Pedrollo di Vicenza, proviene da studi classici, di contrappunto e dodecafonia al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma e dal corso sperimentale di Composizione tenuto dal M° Valdambrini al Conservatorio di Verona. Ha all'attivo scritture e collaborazioni prestigiose in ambito nazionale.

Più noto al al pubblico veronese è il contrabbassista di Latina Luca Pisani, la cui assidua frequentazione nelle sezioni ritmiche jazz cittadine non deve trarre in inganno. Infatti la sua area operativa spazia in lungo e in largo per l'Italia, richiesto nelle collaborazioni con musicisti di rilievo, tra i quali Stefano Bollani, Walter Paoli, Agostino Di Giorgio, Barry Harris, Gianni Cazzola, Francesco Bearzatti, Renato Chicco e tanti altri.



 1 MARZO 2013

Disegno Ittico: Carboncino di Enrico Terragnoli 

 

 

EDRON TURPAS:
Teo EDerle: Bass
Francesco RONzon: Guitar
Ricky TURco: Drums
Daniele PASquali: Sax

il LAMS presenta in anteprima del cd di debutto di EDRON TURPAS: “FISHES”
Il ritorno, dopo un periodo di silenzio, della Lao-tsu Productions, indie label operante fra Verona e Bologna.

 

 


FISHES
Un lavoro subacqueo, con intento quasi documentaristico, con chiari riferimenti a certa musica degli anni fra il 1968 e il 1978 (Soft Machine, Gong, Wheater Report, Mahavisnu Orchestra, King Crimson, Nucleus, Henry Cow…), identificata con vari generi: Electric Jazz, Jazz-Rock, Progressive Rock, con puntatine al Free Jazz, che in quel periodo ha vissuto il suo massimo fulgore, ma anche atmosfere rarefatte, Ambient Music e qualunque altro input ritenuto interessante: Etno-Popolare etc.
Musica che racconta immagini, come una macchina fotografica che scatta momenti di vita (Subacquea, ovviamente).
Tutti i Brani sono composti ed arrangiati da Teo Ederle.

 

RECENSIONE L'ARENA  giovedì 07 marzo 2013  Pagina 53
CARRO ARMATO. Molti applausi al concerto
È come un film la musica «ittica» di Edron Turpas Beppe Montresor Ederle & C. sorprendenti nei brani del cd «Fishes» di prossima uscita
Teo Ederle appartiene all ́eletta e ristretta schiera dei musicisti che hanno qualcosa in più, l ́aggettivo «geniale». Un musicista che, al di là della comprovata e versatile abilità tecnica - che gli permette di suonare svariati strumenti, in questo caso il basso, e di avere un orecchio particolare anche come produttore - riesce quasi sempre a creare musica imprevedibile, dotata di personalità, mai scontata o «furba». S ́intravede un ́urgenza culturale e fisica, nel suo far    Armato FOTO BRENZONI musica, che garantisce una marcia in più, trasmessa ai suoi partner.
Così accade anche per questo suo nuovo progetto Edron Turpas, presentato all ́Osteria al Carro Armato per la rassegna Downtown (che sta andando molto bene, sala piena). Il gruppo prende nome dai suoi quattro componenti, ed in effetti anche Francesco Ronzon (chitarra e loops), Daniele Pasquali (sassofoni) e Ricky Turco (batteria) sono bravissimi e determinanti nell ́interpretare al meglio una musica traboccante di idee, deviazioni, disparità, e che però arriva alla platea con sorprendente fluidità. Edron Turpas è effettivamente farina del sacco di Ederle, che è arrivato in sala di registrazione con tutti i brani composti e arrangiati da lui, pronti per essere eseguiti (ed è comunque un annetto che i quattro ci stanno lavorando. Dev ́essere ora registrato un unico brano, peraltro ascoltato al Carro Armato, il bellissimo e minaccioso Medusambush. A fine primavera sarà pronta la raccolta, intitolata Fishes ed edita da Lao Tsu Productions - al concerto era presente tra il pubblico il carismatico presidente dell ́etichetta, Sten Tanfani). E naturalmente è di Ederle l ́idea di partenza del lavoro, giocata sui nominativi di vari pesci. Nel liquido affresco degli Edron Turpas sfilano piovre danzanti e dugonghi, mante e «pesci sega in febbraio», pulci d ́acqua che si chiamano Dennis (il gioco di parole è con l ́attore regista Dennis Hopper), e via dicendo. Si colgono richiami di King Crimson e Van Der Graaf Generator, Pink Floyd e Traffic, Lounge Lizards e ritmi orientali, allusioni esplicite a Mingus... in un ampio spettro stilistico comprensivo di cosmica fusion e vampate free. Ma il bello è - ecco il sopracitato tocco in più di Ederle - che la complessa musica «ittica» degli Edron Turpas è in primis eccitante, divertente, movimentata. E il pubblico applaude convinto. Beppe Montresor

22 FEBBRAIO 2013

All Together Now! Spazio Jam

Prende vita venerdì 22 febbraio al Carro Armato un progetto che si prefigge di creare per chi studia o pratica il Jazz un'occasione di incontro e un palcoscenico libero sul quale esibirsi.

Spazio Jam nasce dalla voglia di rivitalizzare una pratica musicale che nella nostra città, dopo anni di grande sviluppo, ha finito per affievolirsi. Spazio Jam vuole dunque essere un invito sia per i musicisti a ritrovarsi nel nome dell'improvvisazione, che per il pubblico, che potrà tornare a gustare l'imprevedibilità delle situazioni che si creano sul palco.

 

 

 

A dare l'avvio a questo primo incontro tra i giovani jazzisti veronesi vi saranno due ensemble, rispettivamente provenienti dalle classi di Jazz del Centro di Formazione Musicale del LAMS e dal Conservatorio Dall'Abaco, due realtà didattiche che spesso si sono trovate a collaborare nell'arco degli ultimi due decenni. 
I due Istituti sono oggi legati da una convenzione che vede il LAMS impegnato a curare la preparazione ai corsi accademici di jazz (triennio di laurea jazz) promossi dal Conservatorio.

Le due formazioni apriranno la serata, scaldando gli animi con brani di Davis, Jobim, Monk e Duke Ellington. Dopo il primo set si aprirà la jam session, che vedrà i componenti delle due formazioni mischiarsi tra di loro, con la possibilità di partecipare aperta a qualsiasi giovane musicista, anche non appartenente al LAMS o al Conservatorio.
La formazione jazzistica del Conservatorio, preparata dal noto trombonista Roberto Rossi è un sestetto composto da: 

JURI ROMEO SAX TENORE, STEFANIA GOZZI TROMBA, MARCO BRUSCO TROMBONE, DANIELE ROTUNNO PIANOFORTE, CARLO ALBERTO DANIELI BASSO, DAVIDE PORCELLI BATTERIA

La Classe di Improvvisazione Jazzistica del LAMS, condotta dal contrabbassista Luca Pisani, presenta un quintetto con:
MARIA LUISA TOSTO VOCE, ANDREA CAROSI E ANDREA GAREFFA PIANOFORTE, STEFANO MANCUSO CHITARRA, ELIA PIMAZZONI CONTRABBASSO, DUCCIO MARCHIOTTO BATTERIA


15 FEBBRAIO 2013

Senza confini, senza vertigini - brani poesie e suggestioni di Jim Morrison

da un'idea di Alfonso De Filippis  con musiche di Fabio Basile

 

 Mi piace scoprire negli artisti che hanno lasciato un segno importante dei lati meno conosciuti dal pubblico. Dietro il successo c'è sempre molto di più di quello che arriva: la ricerca, l'intimità, le delusioni. Ma soprattutto il coraggio.
Jim Morrison era un poeta, e mi piace "offrire" durante il mio racconto musicale alcune suggestioni che cercano di superare tempo e confini: la poesia, come diceva questo dionisiaco messaggero "è eterna, come la musica".

Alfonso de Filippis

 


 

 


ALFONSO DE FILIPPIS La formazione eclettica di Alfonso de Filippis avviene principalmente a Milano, dove si trasferisce da Verona nel 1985. Dopo un breve periodo alla Scala come mimo e danzatore entra nella compagnia di prosa di Paolo Poli, diventando in seguito suo collaboratore per aiuto regia e coreografia in tutte le produzioni fino al 2011. Affiancando alla professione una profonda curiosità per tutte le espressioni artistiche, arriva nell'ultimo periodo alla creazione di “serate” ispirate alle figure artistiche del "passato", cercando quel misto di fascino e mistero che evocano dentro di noi.

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  FABIO BASILE  chitarrista, bassista, compositore. Suona con diversi gruppi nel corso degli anni, tra cui: Meshuge Klezmer Band, Full Metal Klezmer, Matisha, Foreign Office, Young NRG, Radar, Perpetual Motion Food, etc. etc. Collaborazioni: Dave Harris, Pit Fitzpatick, Frank London, Ted Reichmann, Kyle Gregory, Enrico Terragnoli, Gianni Sabbioni, Francesco ”Sbibu” Sguazzabia, Francesco Bearzatti, Nicola Salerno. Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive e festival. Con la Meshuge Klezmer Band ha compiuto due tour negli Stati Uniti. Ha all'attivo vari Cd e produzioni di musica da scena. Insegna chitarra e materie musicali al LAMS. 

 

 

 


Sabato 6 ottobre 2012

body art performance

Elisabetta Appoloni & Teo Ederle

 

Ad inaugurazione della mostra di Luciano Tarasco e Elisabetta Appoloni 

a cura di Emanuela Arreghini (dal 6 ottobre al 1 novembre 2012) 

 

Grethel (Elisabetta Appoloni) ricorda un stretto contatto con culture antiche di tipo sciamanico , coniugate con la sensibilità di un'artista contemporanea che a vissuto all'interno dei suoi viaggi le temperie di un movimento controculturale, eversivo come quello Cyberpunk.

I movimenti di danza incrociano altre forme di arte contemporanea: il dripping della pittura americana degli anni 50, i gesti nervosi e scattanti degli artisti del Tachismo europeo, la trasfigurazione della prima psichedelica inglese degli anni 60. Le sue performances  ricordano i primi esperimenti acustici e audio-visuali delle Caves londinesi, in cui si esibivano gruppi musicali eversivi e progressivi, come i primi Pink FLoyd o King Crimson.

(…) la sua performance rappresenta una sintesi di avanguardie storiche, che ci dicono molto di una sensibilità assolutamente contemporanea, che l'artista installa all'interno del suo progetto artistico, coreuetico ed espressivo, producendosi in una danza tecnologica neo-sciamanica e sensuale, della quale non si può che rimanere assolutamente fascinati.

Marcello Pecchioli, docente di Estetica dei New Media, Università di Padova

 

 


Elisabetta Appoloni

Artista visuale

 

BIOGRAFIA

Nata nel 1963 a Verona, nel 1986 incomincia la sua formazione professionale, nell’area multimediale occupandosi di pre e post-produzione video, grafica creativa e computer-animazione, story board, sceneggiatura di video-clip musicali e pubblicitari. Lavora Free lance per vari network televisivi e famose produzioni video- dicografiche, indirizzandosi infine all'editing Video-analogico (1998).

Parallelamente, realizza personali progetti di VideoArte. Organizza stage e laboratori di computer design, animation, tecniche di montaggio analogico. Inizia un percorso di ricerca sui linguaggi contemporanei che progressivamente si fondono in uno stile originale.

Opere in corso sono anche i suoi Sketchbooks, un’antologia sequenziale di idee e progetti visuali, disegni composizioni grafiche e loghi, che promuovono ciascuna delle sue attività, dal cucito e taglio creativo (No Fashion-FairyFetish..) alla creazione di oggetti (Alchemika–HumanTouch) ed esecuzione di performances (Essential Drops).


 


Un “Rito in Movimento”

Dal 1998 ad oggi sviluppa una ricerca trasversale sulla body art, iniziata recuperando le sue conoscenze sulla danza Contemporanea, Jazz e Africana.

Suono, Danza e Colore si incrociano in sottile evoluzione, sia sul piano musicale che visuale. Il suo Live-ActPainting è stato presentato in varie occasioni all’interno di eventi artistico-musicali e di intrattenimento in Europa (Italia, Spagna, Inghilterra). Ha partecipato ad alcune mostre collettive internazionali come autrice di opere pittoriche, video e creazioni originali di oggetti e accessori.

 

 

 

 

Luciano Tarasco

Genere: Informale

 

BIOGRAFIA

Luciano Tarasco, nato a Verona nel 1953, diplomato all'Accademia Belle Arti "Cignaroli" 
di Verona. Pittore e poeta, ha proposto le sue opere in numerose occasioni e pubblicato tre libri di poesie.
Ha opere nelle seguenti collezioni pubbliche:
Museo d'Arte Moderna, Banioles – Spagna
Galleria d'Arte Moderna e 
Contemporanea, Palazzo Forti, Verona,
Young Museum, Revere (MN).

 CRITICA

L’opera di Tarasco è pervasa da un’ astrazione lirica, con le linee
grafiche immaginarie e le costruzioni geometrizzanti, che nascondono poetiche tendenze surreali e a volte ci fanno pensare alle opere di Klee.
Un’arte, quella di Tarasco, che si esprime con assemblaggi di stoffe e altri materiali, con colori equilibrati ( talvolta di tonalità calda e talvolta fredda) e con composizioni di quadrati irregolari e rettangoli di tinte luminose. 
La superficie pittorica è ricomposta come un puzzle mai casuale, anzi fortemente ricercato. 
La componente riflessiva è preponderante in tutte le sue opere, anche quando i contrasti cromatici sono esaltati.
Di fronte alla tela Tarasco mette in atto uno sforzo costante; un poco più di bianco, un poco più di verde, è troppo caldo, è troppo freddo, linee che salgono, linee che scendono, si incontrano, ripartiscono, dividono. 
Tutto questo significa moltissimo nella pittura e pochissimo a parole.
Ecco che il soggetto scompare come oggetto per giustificarsi come forma.
Tarasco ama scomporre e poi ricomporre l’immagine.
Molti dei sui dipinti hanno un impatto visivo che disorienta l’osservatore. E’ necessario mettere a fuoco l’opera nel suo insieme per poi lasciarsi trasportare all’esame della stessa nelle singole componenti; componenti che sono dei piccoli mondi narrativi accostasti fra di loro che prendono corpo e consistenza singolarmente ma non si disuniscono mai dall’insieme.
Non possiamo fare a meno di notare la pulizia e il controllo che l’artista esercita su tutti i materiali e le tecniche utilizzate nella realizzazione delle sue opere.
Tutto viene creato e non trovato casualmente donando un senso di ordine e calma avvolgenti.


 

 

TEO EDERLE

Poli-strumentista compositore arrangiatore e produttore. Docente di Basso Elettrico e Contrabbasso al LAMS

Ha studiato al conservatorio di Verona Violoncello, Organo, Trombone a tiro e da autodidatta Chitarra, Basso, Flauto, Sax, Batteria. 


Comincia l'attività  professionale nel 1984 e da allora cerca di esplorare qualunque forma musicale in chiave sperimentale: dall'elettronica (Art Erios, Teok Hamola, Blue neptune, Open Pussy, P.I.P.), al progressive (Dott. Sottile e i Mostri Matematici), al cross over (Hal 9000), al funky (Fritz Mc Entire, Nick Taylor).

 Dall'avant-garde di NY (The Bang) con Tim Berne, Roberto Zorzi, Percy Jones, Mark Feldman, Bobby Previte, a quella nostrana (Garlic, Full Metal Klezmer, Perpetual Motion Food, Fractal's Fruits).

Dall'acid jazz (Jay Rodrigues, Marc Abrams, Young NRG, I Vigliacchi del Jazz, The Groove Tasters), al hip-hop (Codice Rosso, dj Zeta, Bassi Maestro, Mondo Marcio), al rock d'autore (Zum Teufel, Farabrutto), al blues rurale (The Spiders), per arrivare al reggae (Reggadelica) che ha notevolmente indirizzato verso il progetto Teo & the Bombs.




Con Teo & the Bombs, Teo cambia totalmente il proprio ruolo rispetto ai Reggadelica, da batterista e produttore artistico a cantautore reggae, chitarra, voce e tutto il resto (produzione, grafica, ecc.). Alla fine del 2003 esce il primo cd Via da me. Ma nel 2004, incapace di star fermo in un ruolo fisso, si mette a studiare Contrabbasso ed entra nel Trio del vibrafonista Tommo Castiglioni , con il quale produce nel 2006 "Guado sul Vago", un CD dal sapore etno-jazz, con l'apporto di Ernesto da Silva alle percussioni africane e come guest Stefano Benini, uno dei più apprezzati flautisti jazz italiani. 
Nel 1995 avvia la collaborazione con Dj Stex e Young NRG, che continua a tutt'oggi, con l'unione nel "Calderone" Young NRG Music Store di varie labels indipendenti, con l'intenzione di aprire una finestra diretta con chi fruisce della musica in rete, senza nessun intermediario, in definitiva applicare il sano principio: dal Produttore al Consumatore! 
Fondatore della Lao-tsu Productions insieme a Sten Tanfani, attorno al 1998, una casa di produzione che si muove in ogni ambiente sonoro, rigorosamente su contesto di ricerca,  di area cosiddetta "non commerciale".


 


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