RENATO CHICCO______piano jazz |
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RENATO CHICCO (pianoforte): Ha collaborato con i piu' grandi esponenti della scena jazzistica internazionale. I gruppi piu' importanti dei quali ha fatto parte sono la Big Band di Lionel Hampton, il quartetto di Jerry Bergonzi e, per sei anni, e'stato pianista e direttore musicale del cantante Jon Hendricks. Altre collaborazioni importanti includono tournee ed incisioni con Woody Shaw, Clark Terry, Wynton Marsalis, Benny Golson, Freddie Hubbard e molti altri. Trasferitosi recentemente in Italia, dopo una permanenza di dieci anni a New York, Chicco continua a collaborare con musicisti di tutto il mondo. Considerato da Jon Hendricks "pianista par excellence", Renato Chicco, col suo vivace e sicuro senso dello swing, il suo a dir poco lussureggiante lirismo ed un'intelligenza musicale solidamente sviluppata, e'un musicista che garantisce una ricca e dosata miscela di adattabilita' ed originalita' in performance quale accompagnatore di musicisti del calibro di Jon Hendricks, Benny Golson e Jerry Bergonzi. In qualita' di compositore emergente e leader lui stesso, Chicco trae lezione da un'ampia varieta' di maestri, dalla musica classica al blues, l'hard bop ed oltre. |
Nato nel 1962 a Capodistria (Slovenia), una piccola cittadina nei paraggi di Trieste, da padre italiano e madre slovena, Chicco e' cresciuto in una famiglia bilingue e da allora e'andato assorbendo una sempre maggiore varieta' di culture e varcando sempre nuovi confini. Ha cominciato a prendere lezioni di pianoforte classico all'eta' di otto anni, ma gia' all'eta' di quattordici suonava musica da ballo nelle feste locali e perlustrava i negozi di dischi di Trieste alla ricerca delle incisioni di B.B.King e dei Weather Report. "Questo e'cio' che mi ha condotto al jazz: il blues ed il fatto che questi generi permettono l'improvvisazione" Chicco ricorda. Poi e'venuto il tempo di Oscar Peterson, Dave Brubeck e Art Tatum, e, piu' tardi, di Miles Davis, John Coltrane, McCoy Tyner e Thelonious Monk. E mentre studiava i suoi Chpin e Debussy, continuava parallelamente ad esercitarsi nell'improvvisazione e nello swing. Dopo la scuola superiore la passione per il jazz lo ha condotto a Graz, Austria, dove ha trascorso i successivi cinque anni continuando i suoi studi classici e laureandosi nel corso jazz presso l'Accademia di Musica e Arti dello Spettacolo. Nel contempo faceva concerti per tutto il continente con una jazz band austriaca che fu chiamata a far da spalla a Woody Shaw: una nuova sfida, che comportava per Chicco l'attraversamento di un altro tipo di confine, dalle forme jazz piu' tradizionali che gia' conosceva allo stile piu' contemporaneo che il trombettista americano aveva sviluppato. L'effetto sul modo di suonare di Chicco fu dirompente. "All'inizio mi spaventai", sorride Chicco, "non potevo semplicemente adagiarmi suonando sulle strutture armoniche tradizionali con cui avevo familiarita'... mi ricordo che studiavo senza tregua". Shaw rimase talmente ben impressionato da Chicco da tenerlo con se' per piu' di cinquanta concerti per un periodo superiore ai due anni, esattamente fino a quando Chicco, accettando una borsa di studio offertagli dalla Berklee School of Music, partì per Boston."L'estetica in cui credo si propone come obiettivo una semplicita' ricca di significato" spiega "supportata da un solido groove che tuttavia talvolta puo' non essere affermato in modo esplicito, ma sottinteso Era il 1987. "Penso che nel mio modo di suonare ora sia rimasto qualcosa di lui" aggiunge Chicco. Nel 1990, ottenuto il diploma, Chicco ha lasciato Boston per New York, desideroso di imparare di piu' attraverso il confronto nelle session con musicisti piu' anziani. La prima vera opportunita' di farsi ascoltare si presento' quando fu invitato ad unirsi alla sezione ritmica stabile della "Wednesday night jam session" all'Ebony Lounge, club ora non piu' esistente ad Harlem. Là egli suonò con veterani quali i sassofonisti James Spaulding e Junior Cook e fu ascoltato da Lionel Hampton, che gli offri' immediatamente lavoro nella sua band. Ancora una volta una lezione da imparare. "In una big band", osserva Chicco, "non e' importante tanto quel che puoi fare come musicista individuo, quanto quando lo fai. Questo mi ha insegnato Hampton. Questo genere di musica ha a che fare con la comunita', con il 'fare insieme', e non puoi essere un buon musicista jazz se non sai ascoltare". Nel 1991, desideroso di ampliare ulteriormente il proprio bagaglio di esperienza e conoscenza attraverso il confronto con un cantante, Chicco fece un'audizione per Jon Hendricks, che lo assunse seduta stante. Da allora Chicco e' stato l'accompagnatore fisso di Jon Hendricks, sia nei concerti che nelle incisioni. Affermatosi ormai come pianista accompagnatore, Chicco spesso effettua tournees con i sui gruppi muovendosi a livello internazionale ed ha gia' incominciato a guardare ad una nuova meta -ancora un nuovo confine da varcare- questa volta nel campo della composizione. I musicisti dovrebbero essere dei guaritori: questo dice Jon Hendricks. Dobbiamo salire sul palco per dare qualcosa alla gente che ci ascolta, non semplicemente per mostrare cosa sappiamo fare. Scopo essenziale, alla fine dell'esperienza, è entrare in contatto con qualcosa di piu' profondo. fondamentale provarci, anche se poi non sempre riusciamo in questo intento. Questo ? cio' che riescono a fare i veri grandi maestri. E questa e' l'essenza della musica: trascendereverso qualcosa di piu' grande, elevato, rispetto alle semplici note, che sono solo il mezzo per giungere li'. Ho sentito fortemente questo, della musica, fin da quando ho cominciato a suonare". Ogni volta che suona Renato Chicco e' quindi guidato dal proposito di offrire ai suoi ascoltatori un'occasione per contemplare e celebrare i confini dell'esperienza e di condurli in un viaggio che si spinga un po' al di la'... In quest'epoca di transizione per la musica che chiamiamo jazz, faremmo tutti bene ad ascoltare. |